mitreo

O.P.Q.C. Ordo Populus Que Campanus, definita da Cicerone "Illa altera Roma", seconda Roma. Tra storia e tradizioni, dalla rivolta di Spartaco agli Ozi Capuani.

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IL MITREO

Il Mitreo di Santa Maria Capua Vetere è uno dei più importanti mitrei al mondo. Esso si trova nei pressi dell'Anfiteatro campano e del Museo archeologico dell'antica Capua. Dal dicembre del 2014 il museo, l'anfiteatro e il mitreo sono passati in gestione al Polo museale della Campania.

Il mitreo venne casualmente rinvenuto nel 1922, durante lo scavo per la costruzione di un edificio.

Capua, sede del famoso Anfiteatro Campano, vide il dilagarsi del culto mitraico durante la dominazione romana forse portato proprio dai gladiatori orientali solitamente legati a questo culto. La costruzione del mitreo si pensa risalga al II secolo d.C.

 

LA STRUTTURA

La struttura sotterranea è accessibile attraverso una rampa di scale che porta ad uno stretto corridoio che fungeva da anticamera. Alla destra, attraversando un arco, vi è una stanza di preparazione (apparitorium) per i partecipanti. Alla sinistra invece vi è il vero e proprio mitreo, formata da una camera rettangolare ampia circa 12 metri di lunghezza per 3 metri di larghezza, con una volta a botte e lucernari. Lungo la struttura vi sono i posti a sedere per gli adepti che partecipavano ai riti. In fondo vi è un altare con dietro la Tauroctonia. Lungo la parete orientale vi è una lunetta rappresentante la Luna su di una biga mentre nella parete meridionale vi è un bassorilievo in marmo rappresentante Amore e Psiche. Originariamente tutta la camera era circondata di pitture parietali raffiguranti i riti di iniziazione degli adepti al culto del dio Mitra ma oggi non vi è rimasto quasi nulla di tale pitture. La volta a botte è dipinta a fondo giallo con numerose stelle di colore verde e rosso al centro delle quali vi è della pasta vitrea lucente che probabilmente alla luce delle fiaccole degli adepti riproponeva l'immagine di un cielo stellato.

LA TAUROCTONIA

L'affresco più importante è la raffigurazione della Tauroctonia (o Taurocedio) sulla parete centrale. Su uno sfondo roccioso il dio Mitra affonda nel collo del toro un pugnale. Il dio indossa il berretto frigio e un vestito rosso bordato di verde con un ampio mantello svolazzante, rosso all'esterno e azzurro all'interno.

 

In alto a sinistra vi è il dio Sole che osserva la scena e attraverso un corvo posto davanti a se comanda a Mitra di compiere l'impresa. In alto a destra vi è invece la dea Luna. Ai lati vi sono i due Dadofori, cioè portatori di fiaccole: Cautes, a sinistra con la fiaccola sollevata, simbolo della vittoria della luce sulle tenebre e cioè del giorno sulla notte (l'Equinozio di Primavera) e a destra Cautopates, con la fiaccola abbassata e quindi la vittoria della notte sul giorno (l'Equinozio d'Autunno). In basso vi sono tre animali che aiutano Mitra: il cane, lo scorpione e il serpente. Infine vi sono due volti barbuti che spuntano dal suolo e rappresentano i "Genius Loci" cioè gli spiriti protettori del luogo.

Limerino Bustina. Copyright 2017 Tutti i diritti sono riservati.